Ieri mattina, 15 settembre 2026, i medici di medicina generale aderenti allo SMI — il Sindacato Medici Italiani — hanno incrociato le braccia in tutta Italia.[1] Manifestazioni si sono svolte a Roma, Milano, Palermo, Napoli e Pescara. Oggi, 16 settembre, lo sciopero continua. Al centro della protesta: l'accordo stralcio sulle Case di Comunità firmato il 23 giugno scorso, che impone ai MMG convenzionati 6 ore settimanali obbligatorie nelle strutture territoriali. Ma la frattura più significativa non è tra i medici e il Ministero — è tra i medici stessi.
SMI — Le richieste dello sciopero
No al debito orario obbligatorio
Le 6 ore settimanali nelle Case di Comunità devono essere volontarie, non obbligatorie. Il MMG non può essere costretto a lavorare in strutture che in molti casi non sono ancora operative.
No al ruolo unico in medicina generale
SMI chiede il doppio canale: chi vuole può optare per la dipendenza pubblica, ma la convenzione libero-professionale deve restare disponibile.
Scuola di specializzazione universitaria
Attivare una vera specializzazione universitaria in medicina generale, equiparata alle altre specialità, per aumentare l'attrattività della professione.
Tutele adeguate
Riconoscimento di tutele per infortunio, maternità e previdenza equivalenti a quelle dei dipendenti pubblici.
FIMMG — Perché non aderisce
Ha firmato l'accordo del 23 giugno
La FIMMG — il sindacato maggiormente rappresentativo con oltre il 40% dei MMG — ha partecipato alla negoziazione e ha siglato l'accordo stralcio. Non ritiene lo sciopero lo strumento giusto in questa fase.
Preferisce il negoziato all'astensione
La posizione FIMMG è che i problemi della medicina generale si risolvono al tavolo negoziale dell'ACN 2025-2027, non con lo sciopero che penalizza i pazienti già in difficoltà per le liste d'attesa.
SMI vs FIMMG: due posizioni diverse sulla riforma delle Case di Comunità — settembre 2026
La frattura SMI-FIMMG: cosa significa davvero
Che la FIMMG — il sindacato maggioritario con oltre il 40% dei MMG — abbia firmato l'accordo e non aderisca allo sciopero è un dato politicamente rilevante. Significa che la maggioranza rappresentativa della categoria ha scelto il negoziato. Ma significa anche che una parte significativa dei medici di famiglia si sente non rappresentata dall'accordo firmato. In un contesto di carenza strutturale — con 5.700 MMG mancanti e meno domande che posti nei corsi di formazione[3] — questa frattura non è un dettaglio: è un segnale sulla difficoltà di trovare un accordo che tenga insieme condizioni di lavoro sostenibili e riforma del modello territoriale.
Il punto più debole dell'accordo del 23 giugno — e la ragione per cui SMI lo contesta con più forza — è la asimmetria tra obbligo e realtà. L'accordo impone 6 ore settimanali nelle Case di Comunità. Ma meno del 4% delle Case di Comunità previste dal PNRR è pienamente operativo.[5] Un medico obbligato a lavorare in una struttura che non esiste o non funziona si trova in una posizione paradossale — con l'obbligo senza il contesto.
La FIMMG risponde che il negoziato sull'ACN 2025-2027 è il luogo giusto per correggere queste asimmetrie. Lo SMI dice che senza pressione, il Ministero non tornerà al tavolo sui punti che contano. Chi ha ragione dipende da quanto il negoziato produrrà nei prossimi mesi.
Al di là dello sciopero, le richieste dei MMG italiani dicono qualcosa di semplice: la medicina generale in Italia è in crisi non per mancanza di risorse — 300 milioni sono stati stanziati — ma per mancanza di condizioni di lavoro sostenibili. Il carico burocratico, l'isolamento, la retribuzione inadeguata, l'assenza di tutele. Questi problemi non si risolvono con un accordo su dove il medico deve passare 6 ore alla settimana. Si risolvono cambiando le condizioni strutturali del lavoro.
Per approfondire, leggete i nostri articoli sulle Case di Comunità, sulla crisi del MMG in Italia e sul burnout del medico italiano.
Cosa prevede esattamente l'accordo stralcio sulle Case di Comunità del 23 giugno 2026?
L'accordo stralcio del 23 giugno 2026 — firmato da FIMMG ma non da SMI — stabilisce che i medici di medicina generale convenzionati devono prestare almeno 6 ore settimanali nelle Case di Comunità, oltre all'attività nel proprio studio. È prevista una remunerazione aggiuntiva rispetto alla quota per assistito, finanziata con circa 300 milioni di euro stanziati per il 2026. L'accordo introduce anche il principio del ruolo unico in medicina generale, che SMI contesta perché riduce la distinzione tra medici di assistenza primaria e medici di continuità assistenziale.
Cosa è garantito durante lo sciopero dei medici di base?
Durante lo sciopero SMI del 15-16 settembre 2026, sono garantite le prestazioni urgenti: visite domiciliari urgenti, assistenza domiciliare integrata, assistenza domiciliare programmata ai malati terminali e le prestazioni considerate indispensabili dagli accordi regionali. L'astensione riguarda i medici aderenti a SMI — la FIMMG non ha aderito, quindi molti studi sono rimasti aperti. Si potevano verificare disagi nell'attività ambulatoriale ordinaria, nelle visite di controllo programmate e nei servizi di continuità assistenziale.
Perché FIMMG e SMI hanno posizioni diverse sulla riforma?
FIMMG è il sindacato maggioritario dei MMG italiani — con oltre il 40% degli iscritti — e ha partecipato attivamente alla negoziazione dell'accordo stralcio del 23 giugno. Pur riconoscendo i problemi strutturali della medicina generale, FIMMG ritiene che i cambiamenti vadano perseguiti al tavolo negoziale dell'ACN 2025-2027, non attraverso lo sciopero che penalizza i pazienti. SMI, sindacato minoritario ma attivo, ha invece ritenuto che l'accordo imponga obblighi eccessivi senza le tutele necessarie, e che lo sciopero fosse l'unico strumento per riportare il Ministero al tavolo su punti specifici.
Le Case di Comunità funzioneranno davvero con questo accordo?
È la domanda centrale. L'accordo risolve il problema dell'obbligo del MMG — ma non quello dell'infrastruttura. Al momento, meno del 4% delle Case di Comunità previste dal PNRR è pienamente operativo. Un MMG obbligato a 6 ore settimanali in una struttura non ancora funzionante si trova in una posizione paradossale. Il successo della riforma dipende dalla velocità di attivazione delle strutture — che a sua volta dipende dalla disponibilità di personale infermieristico, sistemi informativi e risorse regionali. L'accordo da solo non basta.
Accordo o sciopero, riforma o stallo — il carico documentale del MMG cresce. Note SOAP strutturate a partire dalla vostra dettatura, da rileggere e firmare e da copiare nel vostro gestionale. Progettato nel rispetto del GDPR e della nLPD svizzera. Prova gratis, nessuna carta di credito.
Prova gratis 14 giorni →